Una spallina traiana ricamata presso Luguvallium
(Ricostruita da Robin Brown)

 

Poco dopo la salita al trono di Traiano, nel 98 d.C., la zona immediatamente a sud del forte flaviano di Luguvallium (odierna Carlisle) era occupata da artigiani intraprendenti che seguivano l'esercito e provvedevano a fornire ai soldati manufatti vari e servizi di riparazione. Gli edifici qui erano costruiti principalmente con materiali usati nelle precedenti costruzioni. L'edificio più vecchio era di graticcio intonacato e vecchio di dieci anni. Le due stanze erano usate come alloggi e probabilmente anche come laboratori artigianali. All'esteno, in una struttura adiacente, c'erano frammenti di armature, equipaggiamento di cavalleria ed atrezzi da falegname. Nelle vicinanze c'erano probabilmente una macelleria ed un armaiolo.


Fig. 1 Reperto rinvenuto
In questa zona sono state rinvenute, oltre ad altri frammenti, due pezzi di cuoio ricamati. (Fig. 1) Susan Winterbottom del Dipartimento Archeologico di Carlisle, ritiene che questi provengano da una spallina di un qualche indumento.

Non è possibile stabilire se l'elemento ritrovato sia militare, né se appartenesse ad un legionario od un ausiliario. Tuttavia è ragionevole pensare che sia così poiché nel medesimo posto è stata rinvenuta una moltitudine di reperti di origine militare.

Queto frammento suggerisce un'autentica e pratica soluzione alla scomodità sofferta dai rievocatori odierni quando indossano delle pesanti loricae, nonché il modo ideale di apparire eleganti quando non si indossa l'armatura.

Il primo stadio di ricostruzione è stato il taglio di un pezzo grezzo di cuoio di grandezza uguale al più largo dei due reperti rinvenuti.
(Il secondo frammento è una striscia lunga e stretta che riveste il pezzo principale lungo il margine superiore in Fig. 1). Usandolo, sono stato in grado di dare adito all'ipotesi che questa fosse una spallina.

Nonostante la prossimità di certi ritrovamenti equestri, ho preferito scartare la possibilità che fosse una parte di una sella romana elaboratamente decorata, anche se ha una vaga somiglianza con il rivestimento di un arcione. Dopo un confronto con le parti della sella, infatti, ho scoperto subito che i lati dritti di questo reperto lasciano dubbi su questa possibilità. Forse la dimostrazione più convincente del fatto che questa è davvero una spallina, la si ha quando la si appoggia sulla spalla. L'angolo dei lati dritti è congruente ad una moderna manica di camicia.

Fig. 2 Sella romana ricostruita da Peter Connoly. Si noti il lato curvo alla base.

Avendo stabilito la plausibilità che quel pezzo di cuoio fosse una spallina, il passo successivo è stato quello di ricostruirne la decorazione originale basandomi sui segni che erano sopravvissuti. Ho interpretato il motivo della decorazione assumendo che ogni segno sulla spallina servisse anche da cucitura.
La soluzione migliore è stata quella di creare una pezza decorativa che coprisse un pannello oblungo. Poiché la funzione della tunica è di coprire le spalle, era necessario produrre un pezzo per il retro della spalla stessa. Non volendo fare qualcosa di totalmente ipotetico, ho usato la stessa forma della spallina frontale in modo da renderla esteticamente gradevole.
Considero ciò filologicamente accettabile data l'assenza di altre prove. Ho deciso di ricostruire il resto della tunica in cuoio anche se non c'è ragione di pensare che in passato non si sia usato del tessuto di qualche tipo. L'unico problema che rimane è la larghezza delle spalle di una tunica
fatta in questo modo. Pare che sia fin troppo lunga e larga anche per il più voluminoso dei rievocatori storici.


Fig. 3 Il cuoio della spallina allevia il peso della lorica segmentata

Un esperimento fatto nel 1998 durante una manifestazione storica a Corbridge, nella contea di Northumberland, ha dato una possibile spiegazione per questo tipo di disegno sartoriale. Queste spalle apparentemente troppo larghe garantiscono un'ottima protezione se la tunica è indossata sotto una lorica segmentata.


Fig. 4 La ricostruzione ultimata: qui è ritratto un optio in uniforme spoglia del 98 d.C.
Il fatto che il cuoio sia attillato sul collo e vada a coprire fin oltre la fine della spalla fa in modo che il metallo dell'armatura non si imprima nelle carni del soldato. Potremmo dire che è appropriato averlo scoperto proprio nello stesso luogo di uno dei ritrovamenti più significativi di questo tipo di armatura.

Purtroppo sembra che la lorica hamata non calzi sopra la tunica di cuoio, a meno che l'armatura non venisse modificata appositamente per poterla indossare sopra le spalline allargate. Mi aspetto che sia lo stesso anche con la lorica squamata. In entrambi i casi potrebbe darsi che vi sia una riduzione della flessibilità che già si verifica nella lorica segmentata, infatti chi è abituato ad altri tipi di lorica deve inizialmente abituarcisi. Per capire se l'indumento dia lo stesso vantaggio con tutti i tipi di armatura saranno necessarie future sperimentazioni.
Per quanto riguarda la durata dell'indumento stesso, la tunica nella foto qui sopra è stata indossata sotto una lorica segmentata ad ogni rievocazione per quasi 5 anni (quindi almeno 50 giorni di uso effettivo) e non mostra nessun segno di deterioramento.